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> Il primo approccio al tema del recupero e riqualificazione della cantina Mesa, si concretizza mediante la Suggestione; essa è concepita come primo approccio al tema progettuale, fluire di necessità ed esigenze riguardo l’oggetto di ricerca. Durante la prima fase del processo ha svolto un ruolo fondamentale, in cui si subisce un forte fascino iniziale attribuito ad un elemento esterno non necessariamente legato all’oggetto stesso della ricerca.
Si tratta di una vera e propria forma di insinuazione indiretta, in relazione a una forte impressione astratta stimolata e provocata dai sensi.
Fondamentale importanza in questa ottica, hanno avuto il posizionamento geografico della cantina stessa, il suo inserimento nel paesaggio, il programma funzionale, le esigenze impiantistiche e di efficientamento energetico, gli aspetti di comunicazione legati alla azienda ed al marchio, le persone.
Dalle prime suggestioni, dai primi “concept” elaborati, passando ad una razionalizzazione delle impressioni astratte tramite diverse analisi, sono scaturite le prime idee progettuali, che costituiscono un elemento centrale del nostro operare, oltre che contenuto autonomo e unico di ogni progetto.
Dal punto di vista di una classificazione di tipo urbanistico, l’edifico in progetto diviene tassello fondamentale per un nuovo assetto di recupero territoriale e di Landmark architettonico e paesaggistico, riconoscibile sia dal traffico locale che dai differenti punti di vista territoriali di eccellenza, comuni limitrofi all'area turistica e naturalistica di Porto Pino.
Il primo concetto applicato è stato quello della Mitigazione paesaggistica sia degli sbancamenti retro fabbricato che del volume stesso, nella ricerca di un dialogo tra territorio e fare umano. L'approccio naturalistico, sostenibile, efficiente del tema contemporaneo delle 'wineries' a livello internazionale, ha condizionato fortemente l'approccio al tema progettuale che vorrebbe spingersi fino ad un edificio NZEB (near zero emission building).
L’involucro diviene un forte elemento di studio, che da contenitore di volume diventa esso stesso la superficie delimitante, da rivestimento diviene parete, da lamiera riflettente - effetto specchio - diviene esso stesso un organismo complesso di facciata che grazie all’alta tecnologia di produzione, permette di ottenere un sistema parete involucro vibrante e fortemente identitario. Esso svolge due ruoli fondamentali, il primo di Facciata Ventilata quale sistema di efficientamento energetico dell’involucro ed il secondo di Elemento Architettonico di una nuova identità Eco-sostenibile.
L’origine compositiva nasce dalla contrapposizione tra micro – attuale rivestimento in piastrelle, riposizionato nella parte bassa a seguito di smontaggio per realizzazione di cappotto termico, facilmente leggibile ed a formare basamento – e macro, la texture diviene tridimensionale e successivamente destrutturata e scomposta su piani per creare un edificio vibrante, quasi a ricordare una nuvola avvolgente e riflettente che ingloba il nostro contenitore funzionale. Mediante questo accorgimento, l'edificio cerca un nuovo rapporto con il contesto e ne dichiara, allo stesso tempo, l'autonomia.
Un progetto architettonico identitario concepito e pensato esclusivamente ed univocamente per l’azienda Mesa.