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> Il progetto nasce virtualmente da una deformazione topologica del tracciato che trasporta i flussi del Metrò direttamente all’interno dell’ipermercato Auchan – Marconi.
La progettazione per la stazione della metropolitana leggera dell’Auchan - Marconi, Cagliari, nasce da considerazioni etiche, filosofiche e progettuali derivanti dalla società contemporanea e in modo più diretto dai termini immagine, informazione, comunicazione.
Tanta quanto la società dell’informazione implica ce ne sia; velocità, molteplicità, contaminazione, indipendenza, ottimismo, inafferrabilità, tutti canoni del nostro tempo che imprimono la necessità dell’essenza prima con l’immaginario e poi con la struttura dell’essenza; ecco perché l’immagine è caratteristica fondamentale di un luogo che vuole essere come un faro, una scultura, un’emozione che cattura e trasporta; l’elemento architettonico progettuale diviene in questo modo spazialmente riconoscibile, univoco e fortemente caratterizzante il contesto, con rimandi al luogo, quali il verde, l’uso delle leghe metalliche come i silos, la nuova piscina, la ferrovia stessa, architettura quale oasi di sosta, di ritrovo, di relax e di caffè tra un attimo ed un altro; architettura quale simbolo di una contemporaneità sperimentale che virtualmente porta la Sardegna ad un virtuale abbraccio con il resto del mondo; Architettura come marchio e riconoscibilità dell’Auchan a livello internazionale con le sue ricadute di Immagine.
I futuri clienti e visitatori saranno inoltre avvisati da pannelli multimediali con immagini commerciali, del loro arrivo presso la stazione dell’Auchan – Marconi e tramite segnalazioni acustiche inserite nel sistema di gestione della metro. Comunicazione intesa come caratteristica della natura umana di volere esprimere significati che vanno oltre l’apparenza delle cose, che si interroga per la compressione del circostante e delle motivazioni che hanno portato alla sua esistenza.
Ecco perché una architettura del genere ha un valore aggiunto non da poco conto, perché irrompe nel pensiero e porta ad una riflessione critica sul luogo ed a una successiva riconoscibilità spazio temporale; questo nel nostro immaginario vuole essere il punto principale della riflessione sul valore della stazione progettata che comunica prima di essere. Successivamente si sviluppa nello scorrere delle cose e nella percezione di uno spazio alterato che implica una diversa visione del centro commerciale non come realtà asettica e globale ma come un fatto essenzialmente locale e caratterizzante./p>